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	<title>Luca Manghi &#187; Senza categoria</title>
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	<description>operatore corporeo olistico - integrazione psicofisica - master in osteopatia</description>
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		<title>Parkinson e metodo Trager</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 23:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Manghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo è stato ripreso dal sito dell&#8217;Associazione Trager Italia: http://www.trager.it/lapproccio-trager/benefici/item/105 La malattia di Parkinson è un disturbo neurodegenerativo, caratterizzato dalla perdita di neuroni dopaminergici in un’area del cervello denominata sostanza nera. Alcuni tra i principali sintomi associati a questo disturbo sono: tremore, rigidità muscolare e bradicinesia (lentezza nei movimenti), a cui si legano difficoltà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="em-wrapper"><p><strong> Questo articolo è stato ripreso dal sito dell&#8217;Associazione Trager Italia:</strong></p>
<p><strong>http://www.trager.it/lapproccio-trager/benefici/item/105</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La malattia di Parkinson è un disturbo  neurodegenerativo, caratterizzato dalla perdita di neuroni dopaminergici  in un’area del cervello denominata sostanza nera.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni tra i principali sintomi associati a questo  disturbo sono: tremore, rigidità muscolare e bradicinesia (lentezza nei  movimenti), a cui si legano difficoltà a camminare, alterazione della  postura e disturbi di equilibrio.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti di questi disturbi risentono anche dello stato  emotivo della persona, aumentando in condizioni di emotività e  riducendosi in condizioni di tranquillità.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente, la terapia farmacologica riesce a  controllare egregiamente parte di questi sintomi, mentre incide più  limitatamente su altri.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Approccio Trager offre un intervento complementare  al trattamento medico convenzionale, in un’ottica di sostegno e  miglioramento della qualità della vita del malato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è vero che la malattia determina un danno  neurologico di base, è altrettanto vero che le conseguenze visibili di  questo danno vengono spesso e volentieri aggravate da attitudini e  schemi neuromuscolari acquisiti dalla persona, in seguito a esperienze  traumatiche legate alla malattia, o talvolta indipendenti da essa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo determina l’instaurarsi di un vero e proprio  circolo vizioso, di cui il seguente esempio può costituire un modello  paradigmatico: insicurezza e paura di cadere (quindi) immobilità e  irrigidimento (quindi) riduzione dei segnali corporei (quindi) perdita  di equilibrio, tensione estrema (quindi) da capo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni esperienza negativa, per esempio una caduta, si  inserisce in questo circolo, rafforzandone il corrispondente modello  neuromuscolare e traducendosi, quindi, in un apparente aggravamento dei  sintomi correlati alla malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">È proprio a questo livello che l’Approccio Trager può intervenire con efficacia.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante un ciclo di sessioni, infatti, il cliente  affetto da malattia di Parkinson sperimenta nuovi e piacevoli messaggi  come sicurezza, stabilità, morbidezza, vivendo al tempo stesso una  concreta esperienza di maggior leggerezza e libertà di movimento.<br />
Non  si tratta solamente di un insegnamento teorico o di un esercizio, ma di  un nuovo vissuto sensomotorio, che si radica nel corpo e nella  consapevolezza della persona, permettendole di aprirsi a nuove  sensazioni, di interrompere i modelli neuromuscolari precedentemente  acquisiti e ritrovare, in modo del tutto autonomo, una coordinazione  della muscolatura più armonica, stabile ed equilibrata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cliente sperimenta una sensazione di forza,  mobilità e stabilità e, di conseguenza, una migliore funzionalità nei  movimenti quotidiani.</p>
<p style="text-align: justify;">I cambiamenti positivi, così come vengono descritti  da clienti affetti da malattia di Parkinson dopo una sessione di  Approccio Trager, comprendono fra l’altro:<span> </span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: verdana,geneva;">scioglimento di tensioni fisiche e mentali,</span></li>
<li><span style="font-family: verdana,geneva;">agevolazione e miglioramento della funzione respiratoria,</span></li>
<li><span style="font-family: verdana,geneva;">stimolazione dei muscoli e della coordinazione motoria,</span></li>
<li><span style="font-family: verdana,geneva;">equilibrio interiore ed esteriore,</span></li>
<li><span style="font-family: verdana,geneva;">migliore funzionalità anche nel parlare e nell’intonazione della voce,</span></li>
<li><span style="font-family: verdana,geneva;">stabilità e sicurezza nei movimenti quotidiani e nella postura,</span></li>
<li><span style="font-family: verdana,geneva;">sollievo dal dolore,</span></li>
<li><span style="font-family: verdana,geneva;">allentamento degli schemi di rigidità,</span></li>
<li><span style="font-family: verdana,geneva;">riduzione dei tremori.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"> </span><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro di contatto che l’Educatore  Trager svolge sul lettino o sulla sedia insieme al ricevente viene  costantemente integrato con l’esplorazione attiva del movimento, delle  sue possibilità e delle sue qualità.<br />
In questo modo, il ricevente  impara a richiamare e coltivare egli stesso, durante la sessione, quelle  esperienze e quelle sensazioni piacevoli che hanno stimolato risposte  positive nei tessuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò che può essere spontaneamente e  significativamente associato a queste esperienze positive (parole,  immagini, movimenti…) viene utilizzato per facilitarne il ricordo e  poterle richiamare anche nella vita quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;">In corrispondenza a ogni richiamo le sensazioni si  intensificano, si approfondiscono e i relativi processi neuromuscolari  si fissano progressivamente, finché non prendono il posto dei vecchi  schemi motori e dei difetti di postura.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Saper ascoltare</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 10:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Manghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascoltare non è solo ascoltare l’altro, ma sentire cosa succede dentro di noi. Essere consapevoli se ci sono pensieri e quali essi sono. Essere consapevoli se ci sono emozioni, sentimenti e sensazioni e quali esse sono.   Riguardo ad emozioni, sentimenti e sensazioni , ci si arriva ascoltando il corpo. Il corpo è sincero, non può sbagliare, non può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="em-wrapper"><p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Ascoltare</strong></span><span style="font-size: medium;"> non è solo ascoltare l’altro, ma sentire cosa succede dentro di noi. Essere consapevoli se ci sono pensieri e quali essi sono. Essere consapevoli se ci sono emozioni, sentimenti e sensazioni e quali esse sono.   Riguardo ad emozioni, sentimenti e sensazioni , ci si arriva ascoltando il corpo. Il corpo è sincero, non può sbagliare, non può mentire : se noi lasciamo pura la trasmissione, senza metterci del nostro – aspettative, desideri, censure, paure – stiamo in ciò che è.  Ma per farlo è necessario essere disposti a vedere e ad accettare se stessi, </span><em><span style="font-size: medium;">sempre </span></em><span style="font-size: medium;">.   Se uno non è capace di accettare se stesso, non potrà mai accettare l’altro.</span></p>
<h1 style="text-align: justify;"><strong>Saper ascoltare (2)</strong></h1>
<p style="text-align: justify;">tratto da “Il potere di Adesso” di Ekhart Tolle, Armenia 2004, pag.146</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>H</strong>o qui inserito  questo brano di Tolle, unico inserto non mio, in quanto condivido  pienamente quello che scrive sia nel seguente brano che in tutto il suo  libro, che trovo davvero illuminante. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Ascoltando un’altra persona<strong>, </strong>cercate  di non ascoltare soltanto con la mente, ma con l’intero corpo.  Mentre  ascoltate, percepite il campo energetico del corpo interiore. Ciò  distoglie l’attenzione dal pensiero e crea uno spazio tranquillo che vi  consente di ascoltare veramente senza interferenza da parte della mente.  Così date spazio all’altra persona, spazio per esistere. E’ il dono più  prezioso che potete offrire. La maggior parte delle persone non sa  ascoltare perchè la gran parte dell’attenzione è assorbita dal pensiero.  Prestano più attenzione a questo che a quanto sta dicendo l’altra  persona e nessuna attenzione a ciò che realmente conta :  L’Essere  dell’altra persona al di sotto delle parole e della mente. Naturalmente  non potete percepire l’Essere di qualcun altro se non attraverso il  vostro. Questo è l’inizio della realizzazione dell’unione, che è amore.  Al livello più profondo dell’essere, voi siete in unione con tutto ciò  che esiste.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la maggior parte, i rapporti umani  consistono principalmente di menti che interagiscono tra loro, non di  esseri umani che comunicano essendo in comunione. Nessun rapporto può  prosperare in tal modo, ed è  <em>anche (nota mia)</em> per questo che  nei rapporti umani vi sono tanti conflitti. Quando la mente gestisce la  vostra vita,  conflitti, dissidi e problemi sono inevitabili. Essere in  contatto con il corpo interiore crea uno spazio limpido di <strong>assenza di mente</strong> entro cui il rapporto può fiorire.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Riabituarci a sentire: una proposta per vivere davvero</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 10:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Manghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Riabituarci a sentire e ad affidarci alle nostre sensazioni ed esperienze interne invece che vivere riferendoci sempre all&#8217;esterno, rifacendoci al parere dello specialista o dell&#8217;esperto, della scienza o della medicina, della televisione e della stampa, che spesso ci vengono a dire cose che sapremmo anche da soli, se solo fossimo abituati a fidarci di più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="em-wrapper"><p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Riabituarci  a sentire e ad affidarci alle nostre sensazioni ed esperienze interne invece che vivere riferendoci sempre all&#8217;esterno,</strong> rifacendoci al parere dello specialista o dell&#8217;esperto, della scienza o della medicina, della televisione e della stampa, che spesso ci vengono a dire cose che sapremmo anche da soli, se solo fossimo abituati a fidarci di più di noi stessi. Oppure che ci vogliono convincere di cose che intuitivamente già sapremmo false, se solo fossimo abituati a dare spazio alla  voce interna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> E&#8217; quindi importante innanzitutto affinare  il contatto con noi stessi, e l&#8217;abitudine al dialogo con le varie parti di noi, così da poter disporre di una voce interna che si esprima con chiarezza, di uno strumento accordato ed affidabile.  Prima ancora di questo, che questo strumento riesca ad esprimersi con un volume sufficiente, ovvero che il nostro corpo sia vivo. Quindi, a noi serve innanzitutto  riuscire a sentire ciò che il nostro corpo ci vuole comunicare,  il che corrisponde al volume di questo strumento, e poi saper ascoltare, prendere l&#8217;abitudine all&#8217;ascolto. <strong>Possiamo essere noi gli specialisti e gli esperti, quantomeno di noi stessi</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il lavoro sedentario e l&#8217;abitudine alla fretta invece ci desensibilizzano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Predominio della <strong>vista, </strong>il senso più veloce, su tutti gli altri sensi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La propriocezione è invece il senso più lento.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Una persona che non sente è una persona più facilmente manipolabile</strong>:<strong> noi agiamo, e ci mobilizziamo per agire, solo se siamo in grado di sentire che cosa  ci dà  gioia e cosa ci dà dolore, e su questa base possiamo decidere dove vogliamo andare.</strong> Ma chi non è in contatto con questa base sensoriale è portato a svolgere una vita basata sulle <strong>convenzioni sociali</strong>, sull&#8217;educazione che ha ricevuto, su quello che gli altri  si aspettano da lui, una vita diretta dall&#8217;esterno, in mancanza di una efficace bussola interiore . Si può davvero credere che  il nostro desiderio di libertà possa essere soddisfatto andando in montagna con la BMW nuova, come ci spiegano le pubblicità delle auto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il lavoro corporeo che svolgo, a corpo libero e sul lettino, è proprio un lavoro che ci fa tornare a sentire, che ci porta a tornare in pieno contatto con il nostro corpo e le sue sensazioni: tali sensazioni  possono così tornare ad essere la base fondamentale del nostro agire nella vita di tutti i giorni.  Possiamo così essere sicuri delle nostre decisioni, che trovano ora una base di appoggio fisica nel corpo e nella terra che lo sostiene.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: left;">
</div>]]></content:encoded>
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