luca1Ritornare in contatto con quella sensazione di libertà di movimento, leggerezza e connessione che già ci era appartenuta ma che abbiamo poi perduto.

Potersi abbandonare al corpo e alle sue sensazioni, vivendole in diretta senza giudizio nè dialogo interno.

Il peso del corpo e la forza di gravità sono alleati che ci sostengono nel nostro movimento; possiamo arrenderci ad essi invece di continuare a opporgli resistenza: quando finalmente riusciamo a lasciarci cadere giù scopriamo di riemergere liberi e leggeri. Spingere con forza e resistere con caparbietà diventa di colpo inutile quando impariamo ad abbandonarci . Ciò che ci minacciava transita oltre, e noi rimaniamo lì, incontrastati.

Durante il mio lavoro sto con quello che c’è senza fare diagnosi, giudicare, nè interpretare. Le mani si muovono sul corpo del cliente, anch’egli osserva ciò che avviene; così tutto scorre e si trasforma , ogni blocco si fa flusso passa e va.
E’ un fenomeno che avviene.
Chi è che lavora ? Chi è che riceve ?
Ne risulta integrità, armonia, connessione.

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Tutto il mio lavoro è concepito per ridurre ed eliminare la tensione permanente, quella che ci teniamo addosso per lunghi periodi o che ci rimane addosso dopo eventi significativi della nostra vita. Solo a livello fisico, essa è causa di un’infinita serie di problemi, quali per esempio dolori articolari, degenerazione articolare, molti casi di cervicalgia o lombalgia, problemi muscolari, etc.

Questa tensione può essere dovuta ad ansia, a stress, a malattia prolungata o a malattia del sistema nervoso, a troppo intensa attività sportiva (o superallenamento), a sovraffaticamento muscolare permanente, a shock, al dolore cronico o ad episodi passati di intenso dolore, a traumi fisici “memorizzati” nella fascia, ad emozioni somatizzate, a dolore psichico – presente o passato – che vogliamo evitare di sentire o che abbiamo sentito in passato troppo intensamente, ad azioni potenziali che abbiamo bloccato nei nostri muscoli per evitare di agirle.

Ho studiato, approfondito e talvolta elaborato metodi adatti per ognuno di questi motivi di tensione. Che essa origini nel corpo o nella mente, ha sempre una componente mentale. Tutto ciò che di troppo intenso abbiamo vissuto lascia una traccia nel nostro corpo: la mente, attraverso il sistema nervoso, mantiene parti del nostro corpo contratte (e altre “vuote”) oltre il tempo necessario; così eventi momentanei divengono tensione permanente. Essa mantiene così facendo l’organismo pronto a reagire – in modo già conosciuto e a suo tempo efficace – ad altre esperienze del tipo di quelle già vissute (Questo discorso non riguarda le malattie degenerative a base neurologica). Questi “modelli di tensione” sono inscritti nella nostra memoria e vengono costantemente riprodotti nel corpo.

Per disattivarli si può agire molto efficacemente su di essi rifacendo il percorso all’inverso: dalla periferia al centro, dal corpo alla mente.

Le mani dell’operatore agiscono sul corpo mobilizzando i tessuti, ma l’intenzione dell’operatore è di trasmettere – attraverso il sistema nervoso – determinate sensazioni e messaggi alla mente del soggetto, tali da modificarne la risposta. Ne risulta un cambiamento di stato nel corpo del soggetto, immediatamente evidente all’operatore che lo sente nei tessuti, più vivi, sciolti, pulsanti, liberi… Un cambiamento che, una volta integrato, è permanente. Il soggetto adotta infatti questo “nuovo” stato di leggerezza, fluidità, connessione, libertà – e lo fa perchè lo riconosce come profondamente proprio: l’aveva infatti già conosciuto, ma poi “perduto” man mano che ricopriva il corpo di corazze difensive contro i traumi della vita.

Può essere utile affiancare il lavoro puramente corporeo con alcune sedute di counseling, nei casi in cui il soggetto abbia delle difficoltà ad accettare il cambiamento e a farlo proprio (vedi in “Counseling e lavoro corporeo”).